Joy Division in 1980

The Joy Division were not a dark band (whatever it means). They were a kick-ass rock band deeply influenced by Berlin-era Bowie as well as by the Velvet Underground. Once on a stage, pulled off from Martin Hannett’s studio trickery (a great and visionary producer, by the way), they rocked. And rocked hard…
Here a remixed and remastered pristine soundboard from the London University gig on december 1980 (read the whole story here), provided by my dear friend Omar. And here’s his liner notes (in italian… i couldn’t dare to touch his beautiful prose) as well as the links (1 & 2):

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“‘I remember when we are young’ … non si puo’ non partire dall’incedere drammatico del testo e dal canto a forti tinte goth dell’angelo oscuro del post punk inglese, Ian Curtis.

Dal testo di Insight si evince gia’ di quel che si potra’ sviscerare a riguardo di una delle band piu’ influenti di sempre, i Joy Division.

Salford, Manchester … 4 mancuniani si affidano al potere salvifico del r’n’roll per dare un senso alle loro esistenze ed esaltare quelle di una generazione bisognosa di emozioni graffianti e al tempo stesso diverse rispetto all’epoca del punk primordiale del ’76 …

Ian Curtis, Bernard Sumner, Peter Hook, Stephen Morris sono i 4 protagonisti di una storia breve ed intensa, fatta di 2 dischi ufficiali seminali e un postumo da urlo come Still, di una cifra stilistica e compositiva contraddistinta da una malinconia urlata e resa di pubblico dominio grazie anche alla sezione ritmica

gelida e angosciosa dei perfetti metronomi Hook & Morris …andatevi a risentire Candidate, dal primo disco Unknown Pleasures, e ditemi se mentre Curtis veleggia al ritmo di “I try to get to you” il tappeto sonoro di batteria e basso non e’ intriso di quel ghiaccio capace di far accapponare la pelle solo a chi non crede che la solitudine non sia la compagna di sempre…

L’angustia dello stile musicale si interseca al canto di Curtis perfettamente creando quella miscela inconfondibile che sara’ il sound dei Joy Division sia in studio e soprattutto dal vivo: e’ dai numerosi live che la band intraprende per tutta la terra d’Albione su per promuovere il primo disco Unknown Pleasures che si scorge il cupo esistenzialismo contemporaneo di Curtis, ergendo e suffragando il ruolo di primattori del post punk inglese; She’s Lost Control, Shadowplay,

New Dawn Fades, Interzone, Wilderness, ne testimoniano la forza e la potenza evocativa del nuovo corso della musica inglese che, abbracciando Cure, Bauhaus e Virgin Prunes indirizzeranno gli ’80s verso l’impasto sonoro di new wave fusa alla dance che tanta fortuna diede alla Hacienda del sodale Tony Wilson.

La tourne’ acuisce e ingigantisce la grave malattia di Curtis, l’epilessia; alcuni attacchi si manifestano proprio durante le esibizioni della band rendendo il quadro ancor più’ drammatico, dando ai Joy Division quell’hype di band maledetta loro malgrado…

La consacrazione, oltre ai live al fulmicotone, la da’ la realizzazione di Closer, capolavoro di algida bellezza che risplende ancora ai giorni nostri: basterebbe inanellare uno dietro l’altro tutti gli episodi sin da Athrocity Exhibition (con quel rutilante incedere di tamburi e pelli di Morris da sembrare un vagito di world music …!), a Isolation manifesto generazionale …da Passover a Colony fino alla cavalcata marziale di A Means to an End … un lato A tra i piu’ sontuosi che la storia della musica contemporanea ricordi … la facciata seguente va da quel capolavoro notturno di Heart and Soul (‘… Heart and Soul, One Will Burn …’)

fino a Decades passando per la danza tenebrosa di Twenty Four Hours dove Curtis con la sua voce porta la band a vette inarrivabili per comuni mortali; degna di nota l’apertura musicale insolita con quel bordo di tastiera iniziale in The Eternal, prodromo del sound che caratterizzerà’ Atmosphere e del Nuovo Ordine che si darà’ la band con gli ’80 alle porte …

7 aprile 1980: viene pubblicato Love Will Tear Us Apart… l’amore ci straziera’ ancora una volta … l’epitaffio scritto sulla pietra tombale custodita nel cimitero di Macclesfield vede i Joy Division al loro zenith musicale sia nella scrittura che nel sound musicale sempre piu’aperto alle nuove tendenze dell’epoca facendosi antesignani di un suono che avra’ loro e pochi altri (Bowie sicuramente…!) come alfieri dello scacchiere del pop che verra’.

Ma prima di darsi alla danza piu’ sfrenata e a uno dei cambi piu’ epocali che la storia del rock abbia mai “subito”, c’e’ un tour americano da onorare … lo start e’ per il 20 maggio 1980 …

2 giorni prima … 18 maggio 1980 … Ian Curtis lascia, impiccandosi, sulla rastrelliera della cucina della propria casa di Barton Street la depressione cronica e i problemi esistenziali (il matrimionio fallito con la moglie Deborah) sulle note di The Idiot di Iggy Pop … sembra un bel romanzo ma e’ solo storia,la storia di una canzone … la canzone della morte dell’angelo oscuro di velvettiana memoria.”

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