The 5 best AMERICANA albums (1982-2012)

Americana is an amalgam of roots musics formed by the confluence of the shared and varied traditions that make up the American musical ethos; specifically those sounds that are merged from folkcountrybluesrhythm and bluesrock and roll and other external influential styles such as bluegrass.” (da Wikipedia).

Come genere l’Americana è stato inventato nel 1968 da The Band con Music from Big Pink. E’ il primo disco rock che invece di guardare avanti, al suono del futuro, quello su cui si sfidavano Lennon e Mc Cartney e Brian Wilson, rivolge il proprio sguardo al passato, ad un’America rurale ed immaginaria. Messe al bando le sperimentazioni d’avanguardia e la psychedelia pop, lo spettro sonoro è un’american gothic fatto di blues, folk, country, r’n’b e r’n’r delle origini.

Perchè un disco del 2012 dovrebbe però suonare come un disco di Johnny Cash o dell Allman Brothers Band se tutto va bene, o come i Lynard Skynard? Esiste un’altra strada per lavorare nell’alveo della Tradizione Americana che non sia la mera riproposizione della musica tradizionale? E la Tradizione Americana non contiene oggi anche i Suicide, i Germs, Iggy and the Stooges?

Io penso di sì e ho selezionato 5 possibili risposte:

5. Wilco, Yankee Hotel Foxtrot (2002).

un’american band non deve per forza suonare come suonava the band 44 anni fa per rimanere profondamente americana. un disco country, certo, ma come se a suonarlo fossero i television con la ritmica motorik dei can e a produrli ci fosse brian eno…

4. Violent Femmes, Hallowed Ground (1984)

Bigottismo, razzismo, fanatismo: l’altro lato della medaglia dei valori della tradizione sudista. E dunque il country scheletrico, l’honky-tonk e il blues beefheartiano. Tutti insieme. E suonano come i Velvet Underground più spirituali (I Found a Reason, Sweet Nuthin’) coverizzati dai Jefferson Airplane…

3. The Gun Club, Miami (1982)

Un gruppo punk di Los Angeles che suona country-blues squarciato da rasoiate di chitarra slide. Jeffrey Lee Pierce dimostra che per suonare musica tradizionale che abbia senso anche nel proprio tempo non è necessario suonare come Exile on Main Street… Robert Johnson e Bo Diddley strafatti di T-bird che rapinano un 7/11 sul Sunset Strip, come in un romanzo di Ellroy…

4. Bruce Springsteen, Wrecking Ball (2012)

Un disco che suona come un album di Springsteen, eppure profondamente diverso. Un lavoro il cui spettro sonoro è tutto costruito sulla tessitura e dove la tradizione americana compare come citazione diretta sotto forma di campionature  e loops, che sono spesso la struttura stessa della canzone (Johnny Cash, Lyn Collins, Curtis Mayfield, Alabama Sacred Heart Convention, registrazioni di Alan Lomax, etc). Folk, Irish Music, Gospel, New Orleans Blues, Rap (la nuova tradizione? “La CNN del popolo nero” come rappavano i Public Enemy?). Un disco per tempi difficili.

1. Moby, Play (1999)

Se riuscite a superare il fatto che TUTTE le canzoni di questo disco sono state usate per varie pubblicità, siete davanti ad un autentico capolavoro.

non è da tutti allineare così tanti hits e -dovete ammetterlo!- brani memorabili inserendo su un tappeto techno-house canzoni Non è da tutti allineare così tanti hits e -dovete ammetterlo!- brani memorabili, inserendo su uno sfondo techno/house canzoni folk, blues e gospel così antiche che non se ne conoscono gli autori, presi di peso dagli Archivi di Alan Lomax . Un DJ pronipote di Melville (che era di Woodstock, NY…), inverte dopo trent’anni la direzione della musica tradizionale americana. Guardando al Futuro….

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