The Runaways

Ho visto ieri il film di Floria Sigismondi sulla all female band californiana. Non è un bel film, tutto incentrato sulle relazioni interpersonali tra Joan Jett, Cherrie Currie e Lita Ford e con poco focus sulla musica, quel punk before punk che mescolava glam, hard rock e bubblegum. Ma vale la pena vederlo per la ricostruzione di quel brevissimo periodo (1974-75) in cui in un luogo preciso (l’English Disco di Rodney Bingenheimer, Sunset Strip, LA), gli Stooges e David Bowie erano l’unica salvezza per una generazione perduta di adolescenti provenienti da famiglie distrutte dalla fine dell’american dream o del sogno hippie.

E’ la generazione che due anni dopo darà vita al primo punk californiano (Joan Jett produrrà GI dei Germs). The Runaways sono appunto l’anello mancante tra questi due mondi: rappresentano, grazie al menager-produttore Kim Fowley, la continuità con le garage-pop band del Sunset Strip dei Sixties e l’inizio di una scena californiana che si ispira all’underground americano (MC5, primi Modern Lovers) e all’avanguardia inglese (so per certo che fu Rodney a suonare i primi demo dei Pistols negli USA).

Ma soprattutto furono la prima hard r’n’r band di sole ragazze dei Seventies. Riot Grrls, prendete nota!!!

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